#Gamechanger – Episodio 1

Inizio una nuova rubrica con l’ambizioso obiettivo d’individuare le aziende che, più di altre, sono in grado di “cambiare le regole del gioco” nel settore in cui operano. Per questo motivo sono anche spesso soggette ad altissima volatilità (i prezzi possono oscillare molto in entrambe le direzioni) ma, se individuate correttamente, possono dare risultati nettamente superiori alla norma.

La prima di cui vi parlerò (e che personalmente ho già aggiunto al mio portafoglio) è Fastly.

Logo Fastly
Sia il nome che il logo sono la sintesi perfetta della mission di questa azienda.

“Do it faster, makes us stronger”

Trovo il brano dei Daft Punk particolarmente intonato per presentarvi questo gioiello. Fastly offre agli sviluppatori una piattaforma di cloud periferica per rendere i contenuti digitali fruibili in modo più veloce dagli utenti. Tutti vogliamo che le anteprime del nostro e-shop preferito carichino immediatamente, che i video non si blocchino o che la definizione non soffra di fastidiosi cali. Una pagina web che non carica velocemente implica una perdita consistente di potenziali lettori o clienti quindi è nell’interesse degli sviluppatori garantire la miglior user experience possibile.

Quando navighiamo su un sito ci stiamo collegando a un server, più questo server è lontano più tempo occorrerà per ricevere il contenuto che stavamo cercando. Fastly con il suo Content Delivery Network (CDN) permette ai propri clienti di “avvicinare” il server all’utente finale. Se per esempio stai navigando sul Ney York Times dall’Italia, grazie a Fastly avrai la stessa esperienza di navigazione di chi naviga nella città in cui è situato il server.

Navigazione su e-shop da smartphone

Non finisce qui: con Fastly gli sviluppatori hanno un prezioso alleato nella gestione dei picchi di traffico e, in generale, del back end. Durante il Black Friday il tuo e-shop è preso d’assalto? Fastly. Offri un servizio che deve dare ai propri clienti dati in tempo reale? Fastly.

L’azienda ha investito moltissimo per costruire la propria rete di server e ora sta raccogliendo i frutti: revenue, clienti e spesa per singolo cliente continuano a crescere anno dopo anno. E siamo solo all’inizio.

I big che ora vanno…faster.

Voi non lo sapete, ma quando fate partire una playlist di Spotify state sfruttando la potenza di Fastly. Per darvi un’idea ogni secondo più di 30.000 persone fanno partire un brano in contemporanea. Altri prestigiosi clienti sono Shopify, The Guardian, Ticketmaster, Shazam, Vimeo, Airbnb, TripAdvisor, Twitter e molti altri. A questo link potete trovare tutti i clienti e relative case studies.

Un grande (e veloce) investimento.

Partiamo dalla brutta notizia: nel momento in cui scrivo, il titolo tratta a circa 77$, quota a cui è arrivato dopo un poderoso e velocissimo rialzo iniziato 3 mesi fa quando era a…11$. La corsa però non accenna ad arrestarsi ed è probabile che nel breve termine assisteremo ad ulteriori rialzi così come a repentine discese.

Ma quindi è il momento di investire o no? L’azienda capitalizza quasi 8 miliardi di dollari e per il 2020 prevede revenue per 280-290 milioni di dollari. Oggettivamente ora come ora il titolo è piuttosto caro quindi una buona strategia potrebbe essere quella di iniziare a mettere un piede per sentire se l’acqua scotta, per poi incrementare nel tempo, sfruttando eventuali storni consistenti.

Quando si decide di investire credo sia molto importante capire quanto è grande la torta e quanto grande può diventare la tua fetta. Il fatturato globale delle aziende che offrono servizi cloud è visto aumentare del 50% ogni anno entro il 2022, per un totale di 331 miliardi di dollari (qui la ricerca Gartner). Gli attuali 8 miliardi di capitalizzazione rappresenterebbero “solo” il 2.5%. Relativamente poco per un cavallo di razza come Fastly, che può ambire a molto di più (fosse anche una quota di mercato del 10% vorrebbe dire un X4 dai livelli attuali).

Ricordo infine che grazie ai satelliti che il buon Musk sta sparando come un forsennato in orbita, internet è destinata a raggiungere il 100% della popolazione mondiale, un numero decisamente più grande dei 4 miliardi di utenti che oggi hanno accesso a internet. Le potenzialità quindi sembrano esserci tutte.

I rischi.

Il rischio principale è che i competitors (Amazon Web Service con CloudFront CDN, Akamai e Cloudflare) inizino una lotta sui prezzi, con l’effetto di erodere i margini.

E gli effetti della pandemia? Le guidance per il 2020 sono state aumentate proprio a causa del COVID19 (più gente a casa e quindi su internet) ma è verosimile che, in caso di perdurante recessione, alcune aziende inizino a tagliare proprio il rubinetto sulle piattaforme cloud periferiche.

Disclosure: l’autore dell’articolo è in possesso di azioni di Fastly.

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