Nessuna bolla all’orizzonte. Neanche nelle criptovalute.

Ogni volta che i mercati salgono piovono articoli sulle bolle finanziare. La mia sezione “notizie” di Google me ne mostra almeno uno a settimana da circa 3 anni. Negli ultimi tempi, a questa categoria di catastrofisti, si è aggiunta quella di chi vede la bolla nelle criptovalute. In gergo questo tipo di contenuti viene definito FUD che sta per Fear, uncertainty, and doubt e chi li scrive sa di aver gioco facile perché ha la certezza di ottenere numerose visite, per la gioia dei colorati banner pubblicitari presenti sul sito.

Le persone hanno paura di perdere i propri risparmi, ed è quindi più facile cercare rinforzo in qualcuno che assecondi la tua paura piuttosto che qualcuno che ti dica di buttarti nel vuoto. Il secondo motivo per cui questo tipo di articoli continua a proliferare e ad avere successo è che l’autore e la testata non perderanno mai la faccia mettendoti in guardia dal non fare qualcosa. È come se durante le guide per fare la patente vi insegnassero ad andare sempre in prima, dicendovi che le altre marce è meglio non usarle per essere sicuri di non farvi del male. A casa ci siete arrivati sani e salvi, no? Che importa se potevate metterci 5 ore in meno.

Io sono fatto diversamente. Preferisco sbagliare ma tentare di mettere la sesta, la settima e l’ottava se possibile. Un’attitudine che mi porta ad avere un’avversione al rischio diversa da altri tipi di investitori e sbilanciarmi, se è il caso. Per scelta ho deciso di mantenere il blog privo di pubblicità, 100% indipendente e finanziato di tasca mia. Qui troverete idee e spunti di riflessione privi di ogni condizionamento. Non avendo paura di sbagliare non mi interessa nemmeno perdere la faccia. Per quanto mi riguarda, dopo questo articolo, gli indici possono anche perdere il 50%. Sarò abbastanza onesto da ammettere di essermi sbagliato.

Le bolle sono rare

Bolla sì o bolla no?
A venirci in soccorso è l’indice di Heiligenberg di cui ho già parlato a luglio dell’anno scorso. Come scrissi è un indice capace di individuare bolle sui mercati finanziari ed è realizzato soppesando valori quantitativi e qualitativi. Pochi giorni fa Emiel van den Heiligenberg, l’inventore dell’omonimo indice, ha pubblicato un interessante articolo che, ancora una volta, fa un po’ di chiarezza sulla questione bolle.

La prima cosa che evidenzia non è incoraggiante, l’indice è infatti ai massimi dall’ultimo picco raggiunto nel 2008.

Fonte: https://www.lgimblog.com/categories/markets-and-economics/equities/bubbles-are-rare-especially-just-out-of-a-recession/
L’indice di Heiligenberg non è aggiornato quotidianamente pertanto l’unico modo per controllarlo è seguire il blog LGIM.

A far salire l’indice negli ultimi mesi due fattori:
-il boom di Ipo e SPAC
-il boom di investitori individuali.

C’è però una grande differenza rispetto al 1999 e al 2008: stiamo uscendo da una crisi senza precedenti e le bolle è più difficile che esplodano in un contesto del genere. Sopratutto in uno scenario macro economico molto accomodante dove c’è una marea di liquidità ai margini, pronta a entrare. Ricordiamoci infatti che uno degli ingredienti essenziali per l’esplosione di una bolla è proprio l’assenza di liquidità che, venendo a mancare, fa sgonfiare la bolla.
Secondo Heiligenberg è prematuro posizionare i portafogli in un’ottica ribassista e stima anzi che possano arrivare grandi soddisfazioni dal settore tecnologico e dalle small cap.

Personalmente mi aspetto alta volatilità per tutto il 2021, con almeno uno storno consistente degli indici di circa 10 o 15 punti percentuali. Tutto fuorché una bolla, insomma.

E la bolla delle criptovalute?

Spesso chi afferma che Bitcoin è una bolla non sa di cosa sta parlando. Letteralmente.
Lavorando in comunicazione, credo che il problema sia da cercare nel naming. Criptovaluta, infatti, contiene la parola “valuta” e quindi molte persone si fermano lì, pensando che sia un’alternativa nerd della cara vecchia banconota di carta, uno strumento di scambio. Se oggi dovessi definire Bitcoin, piuttosto che Ethereum, probabilmente userei la parola software. Avete notato come una semplice parola ha il potere di cambiare la vostra percezione? Un software è molto più interessante di una mera valuta: può essere migliorato, usato in ogni paese del mondo, con esso si possono costruire tanti altri progetti e ha molteplici altri vantaggi.
È quello che sta succedendo con Ethereum. Non solo è previsto un aggiornamento nei prossimi mesi ma è anche la spina dorsale di tanti progetti di finanza decentralizzata. È una valuta ma allo stesso tempo un software con il quale si sta creando un’economia parallela nella quale è già possibile prestare denaro, ricevere interessi e via dicendo. È solo questione di tempo prima che si possa investire sulle aziende, acquistando wrapped-token di Amazon, Google e compagnia bella. Per come la vedo io, è come investire in Microsoft negli anni ’80 e quindi non mi pongo il problema se domani salirà o scenderà. So che sarà una corsa volatile, come lo è stato per le azioni di Bill Gates.

Il secondo punto è che, a differenza del 2017, le criptovalute stanno incontrando il favore degli investitori istituzionali. Se anche PayPal e Square si sono aperti alle criptovalute, cosa vi fa pensare di saperne di più di colossi del genere?

Terzo. Bitcoin è ancora qui tra noi dopo aver perso più dell’80% del proprio valore per ben tre volte. Ogni volta è tornato più forte di prima.

Fonte: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-13/bitcoin-is-unlike-any-other-bubble-we-ve-seen-so-far

Questo comportamento lo rende del tutto differente rispetto a qualsiasi bolla nella storia, come potete vedere dalla tabella sottostante. La volatilità è da considerarsi una caratteristica piuttosto che come un problema.

In conclusione, come scrissi a luglio, non credo che stia per esplodere un bolla nei mercati o nelle criptovalute Non oggi, non a breve medio termine.
Per quanto riguarda invece le criptovalute, sono dell’idea che molte altcoin siano spazzatura e siano da evitare come la peste (una su tutte che mi viene in mente è Ripple). Altri progetti, invece, sono decisamente più interessanti e, con le giuste precauzioni e conoscenze, possono offrire ottime opportunità sul lungo periodo.

Buoni investimenti a tutti.



Avvertenza: il presente articolo non rappresenta un consiglio d’investimento ed è da intendersi a puro scopo informativo, non intende in alcun modo costituire sollecitazione al pubblico risparmio o promuovere alcuna forma di investimento, servizi di investimento, strumenti finanziari, prodotti bancari o assicurativi. L’articolo non costituisce una consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari e non si formula alcun parere, opinione o giudizio in merito all’opportunità di acquistare o sottoscrivere strumenti finanziari per il potenziale investitore. Il redattore non è responsabile degli effetti derivanti dall’utilizzo dei contenuti qui scritti. Ciascun investitore dovrà formarsi un un autonomo convincimento in merito all’opportunità di effettuare investimenti, anche consultando altre fonti. Pur facendo il possibile per rispondere a requisiti di attendibilità, correttezza, accuratezza e attendibilità, il redattore è sollevato da ogni responsabilità per eventuali errori o inesattezze nel contenuto di tali informazioni per cause non imputabili allo stesso. Non è possibile riprodurre, elaborare, immettere in rete, trasmettere o distribuire in alcun modo, neppure parzialmente, l’articolo.

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