Cosa sono gli smart contract

Stipuleresti un contratto con qualcuno che non conosci e di cui, quindi, non ti fidi?

Diventeresti un investitore in una piccola azienda in un paese straniero?

Accetteresti di prestare denaro a uno sconosciuto, come un contadino in Sud Africa, un insegnante in Cina o un cassiere di un paesino sperduto sulle Ande?

O ancora, stipuleresti un contratto legalmente vincolante per un acquisto su Internet, come l’acquisto di una canzone da un artista o una bicicletta da un qualche sconosciuto che la “posta” online?

La risposta in tutti i casi sopra menzionati è probabilmente no, in quanto il costo della costituzione del contratto legale necessario per garantire la transazione è troppo alto. Quindi le possibilità in questi casi sono due: o non stipuliamo alcun contratto del genere oppure, in alternativa, si potrebbero usare intermediari di fiducia per stipulare questi contratti, pagando loro delle commissioni per i loro servizi. Ovviamente parlo dei giganti della tecnologia Web2: Amazon, eBay, Airbnb, Uber, etc. i cui modelli di business sono il risultato della mancanza di fiducia in termini di regolazione del valore di un bene/servizio e di identità tra le parti. 

Gli Smart Contract forniscono una soluzione esattamente a questo problema. Possono formalizzare le relazioni tra persone e istituzioni e gli asset di loro proprietà su Internet, interamente P2P (peer to peer), senza bisogno di intermediari di fiducia. Sebbene il concetto di smart contract non sia nuovo, le tecnologie blockchain sembrano essere il catalizzatore per l’implementazione degli smart contract. Una forma più primitiva di contratto intelligente, giusto per intenderci, è un casello autostradale. Le regole di una transazione sono programmate in una macchina. Paghi il pedaggio inserendo le monete o la carta di credito o telepass e la macchina funge da smart contract controllando se hai inserito abbastanza soldi o se ce ne sono a sufficienza sul conto. Se sì, la macchina è programmata per alzare la sbarra e lasciarti passare, e se hai inserito troppi soldi, erogherà anche il resto. Se non hai inserito abbastanza soldi o non disponi dei fondi sufficienti sul conto, la sbarra non si sarebbe alzata, o se la macchina avesse esaurito i soldi, non avresti riavuto il resto. I caselli autostradali automatici hanno quindi sostituito o integrato il lavoro del casellante offrendo disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ampliando il servizio, riducendo i costi di gestione e velocizzando il processo (telepass).

Come funziona

Uno smart contract è un accordo auto-esecutivo, formalizzato come un’applicazione software. Il codice contiene una serie di regole in base alle quali le parti di quel contratto accettano di interagire tra loro. Se e quando le regole predefinite sono soddisfatte, l’accordo viene automaticamente applicato dal consenso della maggioranza della rete blockchain.  Un’immagine vale più di mille parole:

Casi d’uso

Spesso si pensa al crypto-mondo come un qualcosa di distante dalla realtà, che serve solo per fare o perdere molti soldi senza portare valore aggiunto alla società. In realtà ci sono innumerevoli casi d’uso concreti, vediamo una rapida panoramica. Esistono casi d’uso degli smart contract che vanno da quelli semplici a quelli più complessi. Possono essere utilizzati per semplici transazioni economiche come l’invio di denaro da A a B. Possono anche essere utilizzati per registrare qualsiasi tipo di proprietà e diritti di proprietà come i registri fondiari e la proprietà intellettuale, o gestire il controllo di accesso intelligente a servizi per la sharing economy.

Altri casi d’uso possono essere trovati in banche, assicurazioni, energia, telecomunicazioni, industria musicale e cinematografica, belle arti, mobilità, istruzione e molti altri. Ogni accordo, processo, compito o pagamento può essere gestito collettivamente. Molti intermediari tradizionali come avvocati, broker, banchieri, amministratori pubblici e piattaforme internet potrebbero non essere più necessari, o almeno alcuni dei loro servizi potrebbero diventare obsoleti: le auto potrebbero usare smart contracts per pagare al momento del rifornimento, le fatture potrebbero essere saldate all’arrivo di una spedizione di prodotti, certificati azionari intelligenti (sotto forma di titoli tokenizzati) potrebbero essere programmati per provvedere al pagamento automatico dei dividendi.

Restando più strettamente in ambito crypto, gli smart contract possono inoltre essere utilizzati per creare e gestire token crittografici che possono rappresentare qualsiasi bene o diritto di accesso, o anche incentivare specifici comportamenti. I token potrebbero presto risultare una delle applicazioni più importanti degli smart contract, potenzialmente rivoluzionando la gestione degli asset come la conosciamo oggi portandoci a vivere in quella che viene chiamata Token Economy e di cui scriverò un articolo dedicato.

Last but not least: ti è mai capitato che ti rifiutassero la possibilità di pagare con carta delle piccole cifre? Bene, la natura P2P (peer-to-peer) dei pagamenti abilitati dagli smart contracts riduce i costi di transazione, il che significa che i micropagamenti potrebbero diventare più utilizzabili di quanto lo siano oggi.

DAO, la forma più articolata di smart contract

Gli smart contract possono essere utilizzati non solo per gestire un contratto tra due individui ma anche per accordi molto più complessi tra una moltitudine di attori lungo la supply chain di fornitura di beni o servizi, o per governare un gruppo di persone che condividono gli stessi interessi e obiettivi senza la necessità di istituzioni centralizzate. Le Decentralized Autonomous Organization (DAO) ne sono un esempio. Nelle DAO lo smart contract formalizza le regole di governance della organizzazione (atto costitutivo, statuti, regole) e sostituisce la gestione operativa con un codice auto-applicativo. Smart contract e le DAO potrebbero stravolgere anche i social media per come li conosciamo. Le reti social basate su Web2 (Facebook, Instagram etc.) generano ricavi monetizzando i dati degli utenti (quando puoi utilizzare un prodotto gratuitamente è probabile che il prodotto sia tu). La cosa stupefacente che accade nel Web3, invece, è che gli smart contract possono abilitare ecosistemi “purpose-driven” in cui gli utenti possono beneficiare delle loro attività di rete venendo ricompensati con token di rete. Un esempio può essere Steemit, un social network decentralizzato organizzato come una DAO e che ricompensa i contributi degli utenti con token della rete.

Gli oracoli

L’oracolo (dal latino oraculum) è un essere o un ente considerato fonte di saggi consigli o di profezie, un’autorità infallibile, solitamente di natura spirituale.

No, non sei finito tutto a un tratto in un blog sugli antichi greci. Quella è la definizione esatta della parola oracolo che in un certo senso ben si sposa col concetto di oracolo nel Web3.

Le reti blockchain e gli smart contract non possono accedere ai dati generati all’esterno della loro rete. Tuttavia, per poter prendere decisioni, spesso uno smart contract ha necessità di accedere a informazioni presenti nel mondo esterno. L’accesso ai dati esterni avviene utilizzando connettori di dati, chiamati “oracoli”. Questi dati esterni possono provenire sia da applicazioni software (Big Data) sia da componenti hardware (Internet of Things).

Dal punto di vista dello smart contract in effetti l’oracolo è e deve essere “fonte di saggi consigli[…]un’autorità infallibile”.

Il progetto crypto più promettente in questo ambito è senza dubbio Chainlink.

Criticità e sfide

Il potenziale beneficio di un’adozione diffusa dei casi d’uso è evidente, ma le criticità e le sfide sono ancora molte.

Sicurezza:

  • Sicurezza degli oracoli: assicurarsi che i dati provenienti da fonti esterne, siano esse un sito web o un sensore, alla catena possano essere affidabili.
  • Codifica sicura e verifica formale
  • Sicurezza procedurale e risoluzione delle controversie: meccanismi aggiuntivi on-chain e off-chain per risolvere reclami o controversie derivanti dall’uso degli smart contract.

Implicazioni legali e socio-politiche:

  • Fusione tra smart contract e contratti legali; se e come trasferire il mandato dagli umani alle macchine; le implicazioni socio-politiche e la modellazione di tali fenomeni dal punto di vista sociale; sono questioni importanti che richiederanno ricerca e sviluppo interdisciplinari.

Privacy:

  • Idealmente gli smart contract dovrebbero essere progettati in modo che i dati personali siano rivelati solo a quei soggetti che hanno effettivo bisogno di conoscere le informazioni esplicite nel corso di uno specifico processo. È quindi importante che vengano progettati in conformità alle norme che preservano la privacy (privacy by design)

Conclusioni

Gli smart contract hanno il potenziale di sconvolgere molte industrie e come detto, molti casi d’uso degli smart contract saranno possibili solo interagendo con altre tecnologie (Big Data, IoT). Una simile integrazione potrà aprire nei prossimi decenni la strada a prodotti, servizi, lavori completamente nuovi. Le sfide da affrontare sono molte, è vero e non è possibile prevedere come queste sfide si concluderanno ma di una cosa sono certo: questa rivoluzione è appena cominciata e io voglio farne parte.

Piccolo Spoiler: arriverà prossimamente un articolo su 2 particolari casi d’uso reali molto affascinanti nati dal tentativo di rispondere, rispettivamente, a queste due domande:

  • Può un oggetto o comunque un essere non umano possedere e utilizzare sé stesso?
  • Può un token indurre le persone a comportamenti green in ottica riduzione di emissioni CO2?

Stay tuned!

Il viaggio continua, ci vediamo alla prossima tappa!

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