L’IPO più spettacolare del 2020: Unity Software

Tra le IPO del 2020 più chiacchierate c’è sicuramente quella di Unity Software. L’azienda è stata fondata in Danimarca nel 2004 e si è quotata su NYSE nel mese di settembre. A fine ottobre ho deciso di aprire una piccola posizione convinto che possa essere un buon investimento in ottica lungo periodo.

Unity offre una piattaforma per creare contenuti interattivi in 2D e 3D. Molto nota agli sviluppatori di videogiochi, negli ultimi anni ha saputo attrarre altri creators tra cui designer, registi e architetti.

Sin dall’homepage di https://unity.com/ viene messa in luce l’ampia gamma di soluzioni pensate per ogni esigenza.

Cosa fa Unity Software

Se durante il lockdown avete giocato a un videogioco su smartphone, tablet, console o PC è altamente probabile che sia stato fatto con Unity. Monument Valley, Fruit Ninja, Animal Crossing e la versione mobile di Call of Duty sono solo alcuni dei più famosi videogame realizzati con questa piattaforma. Per essere ancora più precisi vi riporto alcuni dati che la compagnia ha rilasciato:

  • Il 53% dei 1000 giochi mobile più redditizi è realizzato con Unity
  • Ogni mese i download di app realizzate con Unity ammontano a 3 miliardi
  • Più del 50% dei videogiochi per mobile, console e PC è fatto con Unity

L’altra metà dei videogame viene realizzata con motori grafici di proprietà (un’esigua percentuale) o con Epic Games, software house nota al grande pubblico per aver sviluppato Fortnite. L’intera industria è quindi dominata da un duopolio ma Unity ha qualche freccia in più al suo arco per continuare a crescere.

Interfaccia di una delle piattaforme Unity.

Oltre a soluzioni creative propone agli sviluppatori soluzioni operative per trarre ancora maggior guadagno dai prodotti realizzati. Queste soluzioni comprendono una vasta gamma di strumenti pensati per monetizzare al massimo il contenuto creativo: acquisto in-game, pubblicità etc…

Perché potrebbe essere un buon investimento

Unity non è la piattaforma prediletta solo delle software house. I clienti che usano Unity per progetti di realtà aumentata, design, ingegneria civile e cinematografia sono solo l’8% del totale, a significare che c’è ampio margine di crescita in questi settori.

Showreel che mostra le potenzialità in ambito cinematografico di Unity.

Nel 2019 il fatturato è cresciuto del 42%, mentre nella prima metà del 2020 è cresciuto del 39% rispetto la prima metà del 2019. I clienti che pagano almeno 100.000$ l’anno sono saliti da 515 a 716 e la spesa media sulla piattaforma è aumentata del 42%.

L’industria videoludica ha dimostrato di essere in grado di conquistare l’interesse di praticamente ogni fascia d’età ed è destinata a crescere ulteriormente negli anni a venire spinta dal fenomeno degli e-sports e dalle possibilità che si apriranno con l’adozione del 5G. Non dimentichiamoci inoltre di essere all’inizio di un nuovo ciclo generazionale con le nuove console in uscita proprio in questi giorni.

Al di là della valutazione, che come spesso accade per aziende di tipo growth è elevata, penso che Unity possa essere un buon investimento perché rappresenta la spina dorsale dell’intrattenimento a tutto tondo.

I rischi

Il primo rischio è la valutazione. Dal giorno della quotazione in borsa le azioni di Unity Software sono salite da 65$ a 115$ per una capitalizzazione di 31 miliardi contro un fatturato annuale (2019) di 541 milioni di dollari.
Il secondo rischio è che non riesca a conquistare quote di mercato nei settori diversi da quello videoludico, anche perché lì i competitor potrebbero essere molto più agguerriti.
Infine l’azienda non è ancora stata in grado di realizzare un profitto e ha un cash flow negativo. Se questo non dovesse diventare positivo nei prossimi anni sarebbe un bel campanello d’allarme.

Da tenere d’occhio

La parola chiave dei prossimi mesi e anni sarà cross platform. La flessibilità di Unity facilita la vita agli sviluppatori che vogliono creare titoli per tutte le piattaforme. Questo potrebbe portare a un’adozione sempre maggiore della piattaforma anche presso le software house più grandi che di solito lavorano con il proprio motore grafico (per esempio Frostbite di EA).

A più breve termine occhi puntati al primo earning report, che verrà pubblicato giovedì 12 novembre.

Buoni investimenti a tutti.

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